Transizione globale, multipolarismo e nuove alleanze geopolitiche
Introduzione
Negli ultimi anni, si è rafforzata una dinamica che molti analisti geopolitici definiscono “asse anti-americano”: una rete informale, ma sempre più operativa, che unisce Cina, Russia e Iran, sostenuta da alleanze tattiche con Corea del Nord, Venezuela, e attori non statuali in Medio Oriente e Africa.
L’amministrazione Trump (2017–2021), con il suo approccio isolazionista e transazionale, ha contribuito ad accelerare il disallineamento tra gli Stati Uniti e diversi attori globali. La fase post-Trump (2021–2024), seppur più cooperativa, non ha fermato la frammentazione dell’ordine mondiale.
Alla vigilia del possibile secondo mandato Trump (Transition 2025), come ipotizzato dal Council on Foreign Relations, il mondo assiste a una polarizzazione multipolare che contrappone blocchi sempre più definiti, con il potenziale di ristrutturare l’intero equilibrio geopolitico globale.
1. La Russia: Guerra di attrito in Ucraina e revisione dell’ordine europeo
La Russia, con l’invasione dell’Ucraina nel 2022, ha sfidato frontalmente l’architettura di sicurezza europea post-Guerra Fredda. Le sanzioni occidentali non hanno isolato Mosca quanto previsto: si è invece riavvicinata a Cina e Iran in chiave anti-NATO.
“Il conflitto ucraino ha fornito a Mosca l’occasione per testare nuove linee di alleanza al di fuori della tradizione euroatlantica.”
— Tatiana Stanovaya, R.Politik, 2023
Tabella 1 – Esportazioni energetiche russe (miliardi $)
| Destinazione | 2019 | 2022 | 2023 |
|---|---|---|---|
| Unione Europea | 123 | 85 | 40 |
| Cina | 38 | 55 | 72 |
| India | 7 | 23 | 28 |
Fonte: IEA, Russian Energy Export Report 2024
L’aumento degli scambi con Cina e India dimostra come le sanzioni abbiano riorientato le rotte economiche, ma non paralizzato l’economia russa.
2. La Cina: Taiwan, Sud globale e tecnologie strategiche
La Cina continua a esercitare una crescente pressione militare su Taiwan, parallelamente all’espansione diplomatica con i paesi del Sud Globale. Il progetto Belt and Road Initiative (BRI) è stato integrato da nuove piattaforme come BRICS+ e lo Shanghai Cooperation Organization (SCO).
“Pechino non vuole un conflitto diretto, ma sta costruendo una rete globale di dipendenze alternative al dominio occidentale.”
— Yun Sun, Stimson Center, 2023
Tabella 2 – Partecipazione globale alla Belt and Road (2024)
| Regione | Paesi partecipanti | Investimenti cumulativi ($ mld) |
|---|---|---|
| Africa | 52 | 155 |
| Sud-Est Asiatico | 11 | 111 |
| America Latina | 19 | 75 |
Fonte: BRI Annual Update, Tsinghua University, 2024
La Cina mira a creare un sistema finanziario e commerciale parallelo a quello dominato dal dollaro USA, con l’introduzione dello yuan digitale, la de-dollarizzazione del commercio energetico e l’interesse nella tecnologia blockchain statale.
3. L’Iran: dalla marginalità alla centralità strategica
L’Iran, sotto sanzioni occidentali sin dal 1979, è diventato negli ultimi anni una pedina strategica dell’asse anti-occidentale. La sua posizione geografica, il controllo sullo Stretto di Hormuz e il potenziale nucleare lo rendono un attore-chiave.
Nel 2023, Teheran ha firmato un accordo di cooperazione strategica trentennale con la Cina, e ha intensificato il coordinamento militare con la Russia in Siria, il Caucaso e l’Asia centrale.
“L’Iran non è più solo un paria regionale, ma un hub connettivo dell’Eurasia in costruzione.”
— Esfandyar Batmanghelidj, European Council on Foreign Relations, 2024
Tabella 3 – Collaborazioni militari Russia–Iran (2020–2024)
| Ambito | Attività |
|---|---|
| Droni e UAV | Vendita e co-produzione |
| Addestramento | Esercitazioni congiunte |
| Siria | Coordinamento operativo |
| Sicurezza cibernetica | Scambio intelligence |
Fonte: SIPRI, Arms Transfers Database, 2024
4. Corea del Nord: il detonatore atomico dell’asse
Pyongyang, sotto strettissimo isolamento diplomatico, rappresenta il punto di frizione nucleare in Asia orientale. Dal 2021, ha intensificato i test missilistici balistici intercontinentali (ICBM) e ha rafforzato i legami con Mosca e Pechino.
Secondo il Transition 2025 Briefing del Council on Foreign Relations, la Corea del Nord potrebbe svolgere un ruolo strategico per destabilizzare il quadrante indo-pacifico, attirando risorse e attenzione americana lontano dall’Europa.
5. Verso una Nuova Architettura di Alleanze: BRICS+ e SCO
La vera novità del blocco Cina–Russia–Iran è la sua integrazione istituzionale crescente. BRICS+ (che nel 2024 include Egitto, Etiopia, Iran, Argentina, Arabia Saudita ed Emirati Arabi) è una piattaforma potenzialmente trasformativa.
Tabella 4 – PIL cumulato BRICS+ (2024, in trilioni $)
| Paese | PIL nominale | Popolazione (mln) |
|---|---|---|
| Cina | 17.7 | 1.4 |
| India | 3.7 | 1.42 |
| Russia | 1.8 | 144 |
| Iran | 0.4 | 87 |
| Arabia Saudita | 1.1 | 36 |
| Totale BRICS+ (15 paesi) | 29.5 | 3.8 miliardi |
Fonte: IMF World Economic Outlook, 2024
6. Considerazioni Critiche: Rischi e Opportunità del Nuovo Multipolarismo
Il rafforzarsi di questo asse anti-americano ha prodotto tre effetti principali:
- Riduzione dell’efficacia delle sanzioni occidentali, grazie a meccanismi alternativi di scambio.
- Sfiducia crescente verso la governance internazionale a guida USA/UE, vista come moralmente selettiva.
- Aumento del rischio di conflitti per procura (Ucraina, Siria, Taiwan, Sahel).
Tuttavia, alcuni studiosi sottolineano che questa non è una vera alleanza militare come la NATO, bensì una coalizione fluida di interessi convergenti.
“Cina, Iran e Russia condividono obiettivi tattici, non un’ideologia unificata. La loro cooperazione è reattiva, non sistemica.”
— Fiona Hill, Brookings Institution, 2024
Conclusioni
L’asse Cina–Russia–Iran non rappresenta (ancora) un nuovo blocco ideologico, ma un sistema di resistenza multipolare all’egemonia americana. La sua forza sta nella capacità di offrire alternative economiche, militari e diplomatiche ai paesi insoddisfatti dell’ordine liberale dominato dall’Occidente.
In vista della transizione politica americana del 2025 e del possibile ritorno di Donald Trump, la stabilità dell’ordine internazionale dipenderà dalla capacità degli USA di riformulare la propria leadership in modo cooperativo, evitando la tentazione della contrapposizione muscolare.
Un multilateralismo aggiornato, più inclusivo e meno punitivo, potrebbe costituire una risposta costruttiva e lungimirante alla pressione esercitata da queste nuove alleanze.