L’ONU in Crisi: Quando l’America Ritira il Sostegno alle Organizzazioni Internazionali
Introduzione
L’ordine internazionale liberale, emerso dopo la Seconda guerra mondiale, si fonda su istituzioni multilaterali, in primis le Nazioni Unite. Gli Stati Uniti ne sono stati i principali promotori, garanti e finanziatori. Tuttavia, l’amministrazione Trump (2017–2021) ha segnato una netta discontinuità con la tradizione statunitense di leadership multilaterale.
Attraverso una politica definita “America First”, gli USA hanno interrotto il finanziamento o ritirato il proprio coinvolgimento in diverse agenzie ONU, minando la legittimità e l’efficacia del sistema multilaterale. Questo articolo esamina criticamente queste scelte, le loro conseguenze geopolitiche e le prospettive per il futuro del multilateralismo.
1. Il Ritiro delle Relazioni: Cronologia e Motivazioni
Durante la presidenza Trump, gli USA hanno ridimensionato o cessato i propri contributi a numerose organizzazioni ONU. Di seguito una panoramica delle azioni più significative:
Tabella 1 – Organizzazioni ONU da cui gli USA si sono ritirati o hanno sospeso il sostegno (2017–2020)
| Organizzazione ONU | Anno | Motivo dichiarato dagli USA | Conseguenza diretta |
|---|---|---|---|
| UNESCO | 2017 | Presunta faziosità anti-Israele | Sospensione contributi e uscita formale |
| UNFPA (Fondo Popolazione) | 2017 | Accuse di sostegno a politiche coercitive in Cina | Taglio totale dei fondi |
| UNHRC (Consiglio Diritti Umani) | 2018 | Composizione “ipocrita” e posizione su Israele | Uscita e indebolimento istituzionale |
| OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) | 2020 | Presunta cattiva gestione della pandemia COVID-19 | Sospensione finanziamenti (poi ripresi) |
| Trattato Open Skies (OSCE) | 2020 | Violazioni russe, ma anche sfiducia nel multilateralismo | Erosione fiducia tra membri NATO |
Fonte: Center for American Progress, 2020; UN Records
Queste azioni sono state spesso giustificate con accuse di inefficienza, sprechi e mancanza di trasparenza. Tuttavia, la motivazione sottesa era più ampia: svincolare gli USA dagli obblighi multilaterali, considerati limitanti per la sovranità nazionale.
2. Le Implicazioni Geopolitiche del Disimpegno Americano
L’effetto domino del disimpegno americano ha avuto ripercussioni profonde:
- Indebolimento della governance globale: La mancanza di finanziamenti USA ha paralizzato programmi vitali, in particolare nel Sud Globale.
- Vuoto di leadership occupato dalla Cina: Pechino ha aumentato significativamente i propri contributi alle agenzie ONU, orientando l’agenda verso interessi strategici propri.
- Crescente sfiducia nell’efficacia del multilateralismo: Altri stati membri hanno seguito l’esempio americano criticando la burocrazia e il politicking ONU.
“Il ritiro USA ha dato alla Cina la possibilità di ridefinire i termini della cooperazione internazionale, da diritti umani a sviluppo tecnologico.”
— Richard Gowan, International Crisis Group, 2021
Tabella 2 – Contributi finanziari principali paesi membri ONU (2023)
| Paese | % del budget ordinario ONU | Contributo in milioni $ |
|---|---|---|
| Stati Uniti | 22% | 693 |
| Cina | 15.25% | 480 |
| Giappone | 8.03% | 252 |
| Germania | 6.09% | 191 |
| Francia | 4.43% | 139 |
Fonte: United Nations Contributions Report, 2023
Il tentativo americano di “sganciarsi” dalle responsabilità globali non ha portato a un isolamento controllato, bensì a una erosione della propria capacità di influenzare norme e pratiche internazionali.
3. Il Multilateralismo in Crisi: Erosione o Riforma?
Il comportamento americano ha innescato un dibattito tra studiosi e diplomatici: il multilateralismo è un’idea al tramonto o può essere riformato?
3.1 Crisi di legittimità e rappresentanza
Molte agenzie ONU sono accusate di rappresentanza squilibrata, favoritismi politici e scarsa accountability. Tali critiche sono sfruttate da paesi autoritari per neutralizzare le funzioni critiche (es. diritti umani, libertà di stampa).
3.2 Emergenza di un “multilateralismo selettivo”
Nel vuoto lasciato dagli USA, si assiste a una forma di multilateralismo a geometria variabile, con coalizioni tematiche (es. Paris Peace Forum, GAVI, COVAX) che tentano di supplire al disimpegno sistemico.
“Il futuro del multilateralismo non passa per l’ONU da sola, ma da una rete di istituzioni flessibili e responsabili”
— Stewart Patrick, Council on Foreign Relations, 2020
4. Il Ritorno USA sotto Biden: Svolta o Continuità?
L’amministrazione Biden ha annunciato il ritorno al multilateralismo:
- Rientro nel Consiglio dei Diritti Umani (2021)
- Ripristino dei finanziamenti all’OMS e UNFPA
- Appoggio al Global Compact sui Migranti
Tuttavia, permangono limiti strutturali: la politica estera USA resta esposta a bruschi cambi di rotta elettorali, che minano la coerenza a lungo termine.
Conclusioni
Il ritiro degli Stati Uniti da varie organizzazioni dell’ONU durante la presidenza Trump ha rappresentato una frattura significativa nel sistema multilaterale, sia sul piano simbolico che operativo. L’assenza di una leadership stabile ha creato un vuoto riempito da attori alternativi, non sempre mossi da logiche cooperative o democratiche.
Il multilateralismo oggi si trova davanti a una doppia sfida: riconquistare la legittimità perduta e adattarsi alla nuova realtà multipolare, in cui l’egemonia americana non è più scontata.
Resta da capire se l’ONU riuscirà a riformarsi o sarà relegata a un ruolo marginale, a favore di reti informali e consorzi funzionali. L’esito dipenderà dalla volontà politica dei grandi attori, inclusi gli USA, di scommettere ancora su un ordine mondiale condiviso.
Bibliografia essenziale
- Center for American Progress (2017). 100 Days of the Trump Administration’s Foreign Policy: Global Chaos, American Weakness, and Human Suffering.
- Gowan, R. (2021). China’s Ambitions in the United Nations. International Crisis Group.
- Patrick, S. (2020). The New “Global Health Diplomacy”. Council on Foreign Relations.
- UN Contributions Report (2023). https://contributions.un.org
- Farrell, H., & Newman, A. (2019). Weaponized Interdependence, International Security.