“Chi semina vento raccoglie tempesta, ma chi semina speranza può raccogliere un raccolto abbondante.”
Questo proverbio tunisino racchiude lo spirito di un paese che, nonostante le difficoltà, continua a guardare avanti con tenacia e determinazione. Parliamo di Tunisia, una terra che ha attraversato rivoluzioni, crisi e cambiamenti profondi, ma che oggi si trova a un bivio: tra le sfide strutturali e le opportunità di rilancio economico.
Uno sguardo ai numeri: la crescita che riparte (piano piano)
La Tunisia non è un paese che si arrende facilmente. I dati più recenti ci raccontano una storia fatta di piccoli passi avanti, ma anche di ostacoli da superare. Secondo la Banca Mondiale, la crescita economica tunisina dovrebbe attestarsi intorno al 2,2% nel 2025 e al 2,3% nel 2026, in lieve miglioramento rispetto all’1,2% del 2024. Tuttavia, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è più cauto e prevede una crescita più contenuta, ferma all’1,4% sia per il 2025 che per il 2026.
Questa differenza di previsioni riflette l’incertezza che ancora pesa sul futuro economico del paese. Ma come si dice da queste parti:
“Il tempo guarisce tutto” – e la Tunisia sembra volerci credere davvero.
Tabella: Previsioni di crescita economica Tunisia 2024-2026
| Fonte | 2024 | 2025 | 2026 |
| Banca mondiale | 1,2% | 2,2% | 2,3% |
| Fondo Monetario Int. | 1,4% | 1,4% | 1,4% |
| Trading Economics | 1,9% | 1,8% | 2,2% |
Fonte: World Bank, IMF, Trading Economics
I settori che trainano la ripresa
Nonostante la crescita sia ancora modesta, alcuni settori stanno mostrando segnali di vitalità. L’agricoltura, ad esempio, ha registrato un incremento del 12,1% nel valore aggiunto nell’ultimo trimestre del 2024. In un paese dove “l’acqua è più preziosa dell’oro”, il settore agricolo resta fondamentale, anche se fortemente esposto ai rischi climatici.
Oltre all’agricoltura, la ripresa del turismo (+12,8% nel 2023) e la crescita delle esportazioni nei comparti meccanico ed elettrico (+5,8%) hanno contribuito a sostenere l’economia. La Tunisia, infatti, vanta una delle economie più diversificate dell’Africa, con una solida base nei servizi e una crescente attenzione verso i prodotti ad alto valore aggiunto, come macchinari elettrici e apparecchiature medicali.
Le sfide strutturali: tra deficit e disoccupazione
“Anche se indossa una sella d’oro, l’asino non diventa un cavallo da corsa.”
Questo proverbio tunisino ci ricorda che, senza riforme profonde, i problemi strutturali non si risolvono con semplici aggiustamenti di facciata.
La Tunisia, infatti, si trova a dover gestire:
- Deficit gemelli (commerciale e di bilancio) ai massimi storici
- Deprezzamento del dinaro tunisino
- Disoccupazione elevata (16% nel quarto trimestre 2023)
- Partecipazione al lavoro sotto i livelli pre-pandemia (46%)
- Inflazione persistente (prevista al 6,1% nel 2025 e 6,5% nel 2026)
Questi elementi limitano la capacità del paese di attrarre investimenti e di sostenere una crescita più robusta.
Il peso del clima: una sfida che vale miliardi
La Tunisia è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici dell’intera regione mediterranea. Siccità, scarsità d’acqua e temperature in aumento rischiano di erodere fino al 3,4% del PIL entro il 2030 se non si interviene con urgenza. Al contrario, una strategia di adattamento e decarbonizzazione potrebbe far crescere il PIL del 9% e ridurre la povertà del 12% nello stesso arco temporale.
“Contare sul proprio asino è meglio che contare sul cavallo degli altri.”
Un invito, questo, a investire sulle proprie risorse e sulla sostenibilità, piuttosto che aspettare soluzioni dall’esterno.
Il paradosso tunisino: potenzialità inespresse
Nonostante tutto, la Tunisia resta un paese dalle enormi potenzialità. La sua posizione geografica strategica, la forza lavoro giovane e qualificata, la vicinanza ai mercati europei e africani, e la capacità di innovare nei settori chiave sono asset che pochi altri paesi del Nord Africa possono vantare.
Eppure, come sottolinea un’analisi della Carnegie Endowment, la crescita resta al di sotto del potenziale a causa di un modello economico che privilegia la spesa pubblica per sostenere il consenso sociale, a scapito degli investimenti privati e dell’efficienza del sistema bancario. Questo circolo vizioso alimenta deficit, inflazione e bassa crescita, rendendo il paese vulnerabile a ogni shock esterno.
La via d’uscita: investimenti e riforme
Per uscire da questa situazione, la Tunisia ha bisogno di:
- Un forte impulso agli investimenti, sia pubblici che privati
- Riforme strutturali per migliorare il clima d’affari e la competitività
- Strategie di adattamento climatico e transizione verde
- Sostegno internazionale per colmare il gap di finanziamento
Come recita un altro proverbio locale:
“Chi incontra uomini incontra tesori.”
Il capitale umano e le relazioni internazionali saranno fondamentali per costruire un futuro più prospero.
il futuro è nelle mani dei tunisini
La Tunisia è oggi a un bivio. Da una parte, le fragilità strutturali e i rischi climatici minacciano di rallentare la ripresa. Dall’altra, la resilienza del suo popolo, la diversificazione economica e il potenziale di innovazione offrono una base solida su cui costruire una crescita più inclusiva e sostenibile.
Il cammino non sarà facile, ma come si dice qui:
“Solo chi cammina sui carboni ardenti conosce il vero dolore.”
Solo chi affronta le difficoltà può davvero apprezzare il valore della ripresa.
La Tunisia ha tutte le carte in regola per trasformare le sue sfide in opportunità. Serve coraggio, visione e la capacità di “contare sul proprio asino”, investendo sulle risorse locali e sulla forza delle proprie idee. Il futuro, in fondo, è una terra da seminare: e chi semina con saggezza, raccoglierà frutti abbondanti.
Approfondimento: confronto con altri paesi del Nord Africa
| Paese | Crescita PIL 2024 | Crescita PIL 2025 | Inflazione 2025 | Disoccupazione |
| Tunisia | 1,2% – 1,4% | 1,4% – 2,2% | 6,1% | 16% |
| Marocco | 3,1% | 3,5% | 4,0% | 11,2% |
| Algeria | 2,4% | 2,7% | 7,3% | 11,7% |
Fonte: World Bank, IMF, dati 2024-2025
Questo confronto mostra come la Tunisia debba ancora recuperare terreno rispetto ai suoi vicini, ma anche come le condizioni siano favorevoli a chi saprà cogliere le opportunità di una ripresa ancora tutta da costruire.
In sintesi
- La crescita tunisina è prevista tra l’1,4% e il 2,3% nel biennio 2025-2026.
- Settori trainanti: agricoltura, turismo, meccanica, elettrico.
- Sfide: deficit, disoccupazione, inflazione, cambiamenti climatici.
- Opportunità: posizione strategica, capitale umano, diversificazione.
- Parola d’ordine: investire in riforme, sostenibilità e innovazione.
Come dice un ultimo proverbio tunisino:
“Il sale non manca mai in nessun pasto.”
La Tunisia, con le sue risorse e la sua resilienza, sarà sempre presente sulla tavola delle opportunità del Mediterraneo. Sta a noi scegliere come valorizzarla.
Fonti:
1. https://www.worldbank.org/en/country/tunisia/overview
2. https://themaghrebtimes.com/the-world-bank-forecasts-a-growth-of-2-2-for-tunisia-in-2025-and-2-3-in-2026/
3. https://en.africanmanager.com/tunisias-economic-growth-stuck-at-1-4-through-2025-2026-imf-reports/
4. https://carthagemagazine.com/tunisian-proverbs-to-live-by/
5. https://tradingeconomics.com/tunisia/gdp-growth-annual
6. https://documents1.worldbank.org/curated/en/099062824131030202/P5065511880f36041bd91109893301d6be.docx
7. https://www.cairn-int.info/journal-afd-research-papers-2023-286-page-1.htm
8. https://carnegieendowment.org/research/2024/10/tunisias-economy-in-the-eye-of-the-storm?center=middle-east
